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PARADIGMI
per una CONSAPEVOLEZZA SCIAMANICA
sulla base delle esperienze acquisite sul percorso della
SPIRITUALITÁ FEMMINILE
Sofie della Vanth
con la preziosa collaborazione di Katia Maurelli
PREFAZIONE
I "paradigmi
per una consapevolezza sciamanica" si sono sviluppati dalle note per una
conferenza sulla spiritualità femminile. Sollecitata da Katia e con il suo
sapiente sostegno, mi sono messa al lavoro per articolare e pronunciare degli
argomenti che poco sembrano conosciuti come possibilità e base di un
comportamento politico, anche nell’ambito di un interesse e impegno per le
culture della Dea.
Costituiscono un riassunto
di quello che ho imparato da quando mi sono messa sul cammino che sapevo l’unico
per me percorribile al di là della follia della normalità.
Contengono delle tematiche
forti che vanno affrontati secondo i ritmi personali, oppure va rispettato la
scelta di non farlo.
Esprimono il cuore del lavoro che il Centro di Spiritualità Femminile
TALANITH vuole proporre per partecipare alla riscoperta di una cultura che
esalta la divinità di ogni essere, e convive gioiosamente per adempiere le
scelte che si sono prese per questa manifestazione.
Aprile 2008-04-22
Sofie della Vanth
Per sciamanesimo intendiamo: azione sulla base della consapevolezza di essere parte di un contesto grande, multistrato e differenziato quanto la vita, senza dover sempre comprendere con l’intelletto. La spiritualità femminile riscopre questo modo di essere e muoversi appartenente alla cultura estinta delle donne, e ricrea, esplorando e ritessendo, i suoi contenuti, i suoi metodi e la sua potenza per riprendere in mano quello che spetta alle donne.
LA SPIRITUALITA’ FEMMINILE
si svolge alla luce del giorno, sotto i raggi della luna, nel buio più
profondo delle notti. La si vive ‘tagliuzzando le cipolle’, pellegrinando in
luoghi magici, davanti all’altare in città, ardendo col fuoco davanti al camino,
volando con i falchi e imparando ad agire all’interno dei sogni. Non c’è niente
da nascondere, non c’è niente di sbagliato se non il fatto che è celata da tanti
strati intrigati, creati da paure astratte e ricordi spaventosi.
La cultura della Dea non è una religione.
Non ubbidisce a dogma, non contempla
misteri, e non richiede la fede.
Segue un elenco di paradigmi che possono essere delle coordinate utili per ritrovare e ricreare una cultura basata sulla saggezza delle donne
ANDARE IN CONTATTO è un movimento emotivo, fisico e spirituale che
distingue la spiritualità femminile
dall’approccio alla sacralità proprio
della religione monoteistica.
NEL COLLEGARCI con delle forze elementari e con le loro rappresentazioni, non
possiamo fare a meno di prenderci anche CURA e RESPONSABILITA’ di loro e del
nostro collegamento, con gesti quotidiani, comportamenti ambientalisti, clemenza,
inclinazione e nutrimento.
Spesso percepiamo delle cose vaghe e spaventose, inquietanti perché sconosciute, quanto è sconosciuta la possibilità di avvicinarci con la nostra curiosità, di rivolgere il nostro interesse verso la percezione. Quando invece decidiamo di usare questa possibilità, comprendiamo di cosa si tratta – e poi, individuatane la qualità, l’essenza, non ci resta che essere ospitali come lo saremmo con un/a ospite in carne e ossa inaspettato/a, chiedendo se serve qualcosa, offrendo delle pietanze, mettendo a disposizione la facoltà di fungere da tramite sul livello fisico per i desideri delle energie apparse; ed apprezziamo così con gratitudine il loro sforzo di farsi notare da noi.
ASSENZA DI DOGMI
– ci prendiamo il diritto di creare autonomamente i paradigmi e le coordinate
del nostro comportamento spirituale o del percorso d’apprendimento. Ascoltando
gli impulsi individuali, possiamo creare un gesto/cerimonia che segue
l’intuizione dell’attimo, e che corrisponde perfettamente con le esigenze non
interscambiabili del momento e della persona. Ciò certamente non esclude di
ispirarci ad atti ed esperienze di altre persone, però ci permette di esplorare
ed esprimere la nostra intrinseca creatività senza doverla fare coincidere con
dei dogmi prefabbricati. Rivalutiamo in questo modo anche la preziosità del
“non-sapere”.
L’Assenza di Dogmi ci lancia
oltre la soglia delle regole umane, nel Niente in cui si trova tutta la
creazione, e ci permette di esperire un’efficacia delle nostre azioni che
corrisponda perfettamente con il potere universale della nostra manifestazione.
Riconosciamo tuttavia che tante culture hanno sviluppato pratiche codificate
attorno all’atto sciamanico e alla stregheria, che offrono degli strumenti
validi e per questo preziosi.
AUTONOMIA CREATIVA - LA
FUNZIONALITÀ DELL’ARTE – le espressioni artistiche, volatili o durature,
possono essere riconosciute e vissute come degli atti magici che hanno la
potenza di modificare la realtà, interna ed esterna, sia per chi li esegue, sia
per chi li percepisce. L’opera d’arte che emerge in contatto con altri strati
dell’essere può stabilire, all’improvviso o gradualmente, il ponte verso
paesaggi finora sconosciuti, con nuove possibilità di visioni e comportamenti.
L’arte spesso è il mezzo di
collegamento ad altri strati del vivente, l’espressione di alleate ed alleati
dei vari mondi. Un canto, un quadro, un poema, una danza, una scultura che si
forma sotto le nostre mani, una composizione inaspettata di oggetti trovati
durante la passeggiata, l’allestimento di cose in un ordine che svela la sua
forza sciamanica nel suo divenire… Un gioco di infinita delicatezza, di
tenerezza e riconoscimento verso il caleidoscopio di meraviglie che la vita può
sprigionare in ogni attimo.
DIRITTO DI ESSERE
DIVINE/I – le religioni del Dio Geloso hanno lanciato ogni tipo di
divinità lontanissimo, rendendolo irraggiungibile per le/i povere/i
materializzate/i sulla Terra; invece il divino è qui e tangibile, disponibile in
ogni attimo, indipendente da eventuali nodi da sciogliere e dalla posizione che
occupiamo sulla spirale di sviluppo personale/spirituale.
ESSERE PARTE DEL DIVINO CREATO ci impedisce ogni forma di disprezzo verso noi stesse/i e verso gli altri. Scopriamo così che siamo parte responsabile ed efficace, meraviglia all’interno dell’infinito adorabile enigma della vita, consapevoli dei nostri atti emozionali, spirituali e fisici, coscienti del nostro compito e della nostra facoltà di custodire la vita in tutte le sue apparenze.
ANARCHIA rispetto ad ogni GERARCHIA rigida: esiste la
possibilità di una GERARCHIA FLUIDA, da applicare sia nel proprio sistema
interiore che nell’incontro con l’altro;
rifiutare le impostazioni aprioristiche e optare per
la fluidità di ruoli e posizioni sulla base delle competenze, significa accedere
sia all’IMPOTERAMENTO vicendevole, sia al diritto di essere l’alunna e la
sapiente contemporaneamente. Valorizziamo così tanto lo status del ‘non sapere’
quanto quello del sapere. Creiamo un flusso di competenze e di scambio di
creatività magica, e sciogliamo le strutture rigide e distruttive del “potere su”.
Che bella la libertà di avere grande saggezza da una parte e contemporaneamente ignoranza in altri campi! Il gioco anarchico con le competenze ed i ruoli ci salva dal pericolo dell’obbedienza cieca e distruttiva e quindi anche dall’essere politicamente gestiti da parte di interessi che sono opposti alla sacralità della vita.
La
Spiritualità Femminile si colloca nell’ABBONDANZA DELLA TERRA
piuttosto che nella scarsità astratta creata dal mondo patriarcale. La paura –
signora della vita nelle società contemporanee patriarcali – nasce dall’idea che
siamo esseri staccati dal mondo che ci nutre,
staccati dunque da tutti gli enigmi e le meraviglie
della terra. Nel patriarcato la Terra è la nemica a cui dobbiamo strappare via,
con forza e sudore, il minimo per la sopravvivenza. Il principio dell’abbondanza
invece ci permette di rivolgerci verso l’energia essenziale della vita e
diventare una piccola particella al suo interno, dove si trova NUTRIMENTO PER
TUTTI GLI ESSERI e dove ogni manifestazione va riconosciuta nella sua bellezza e
nella sua dignità.
Artemide con il suo busto pieno di mammelle che sorridendo nutre il vivente, ci ispira l’arte del donare senza implicazioni, il gesto del nutrire quale primo approccio alla riscoperta della propria ricchezza, al di là delle definizioni della materialità della nostra epoca. Il cosmo risponde poi.
LA MORTE, MIGLIOR AMICA
MIA – Il corpo di donna è la metafora incarnata del nostro potere/responsabilità
di essere padrone della vita e della morte. Non festeggiamo soltanto la crescita
e la fioritura, ma anche il movimento del ritirarsi, dello sfiorire, della morte.
Sappiamo, sperimentiamo che non siamo degli esseri limitati nella nostra
apparenza fisica ma che invece siamo collegate/i con il divino NIENTE, con il
TUTTO DA CUI NASCE IL MONDO. Avere la morte accanto come miglior amica significa
non cadere mai in strutture rigide, essere disposte/i a verificare la validità
dei nostri paradigmi e quindi godere della continua opzione di rinnovarci nella
mente, nello spirito e nel corpo.
La Dea si manifesta nel suo
ciclo sacro della nascita, crescita, morte e rigenerazione. Possiamo rivalutare
la forza rinnovatrice della morte, godere del ritiro nello sfiorire, rilassarci
nel ritmo cosmico del cambiamento. Kali o Medusa rappresentano l’aspetto
distruttivo della Dea, quella morte, anche violenta, di strutture non più
valide, ove si è andati fuori ritmo. Nella nostra epoca è cruciale tenere
presente questo attributo della Dea, e sottoporre al suo esame tutte le nostre
abitudini nocive per la Terra e per noi stesse/i, per divenire RAPPRESENTANTI
della Dea Distruttiva all’insegna della restituzione dell’equilibrio.
CONTINUITÀ DELLA NOSTRA
STORIA – negli ultimi 30 anni le ricercatrici femministe hanno
ri-definito e re-interpretato la cosiddetta ‘preistoria’, seguendo le immagini
delle loro certezze visionarie; hanno restituito alle donne continuità e
presenza nello svolgersi della storia della Terra. Lo studio di queste ricerche
è indispensabile; com’è altrettanto indispensabile la valorizzazione di sogni /
visioni / memorie / sensazioni che possono in tal modo diventare tesoro comune,
utile a ritrovare i mattoni con cui ri-costruire un modello di società che viva
in sintonia con tutto il vivente.
Succede che si re-incontrano le
immagini di una visione o di un sogno, conservate nel nostro sistema come
prezioso importante aggancio a QUALCOSA, nelle descrizioni di scavi, reperti
antichi su culture tramontate, correlazioni con i racconti di altre donne del
presente e del passato. Tutto ciò crea una mappa interiore che ci guida nella
nostra memoria, ci permette un nuovo radicamento nella storia/continuità e ci
pone al centro di una costruzione del futuro
Riconoscere il nostro stato interiore
odierno come profondamente morboso, dovuto ad una storia di 5mila anni di
esistenze umane distaccate dalla sacralità, ci permetterà di oltrepassare IL
GIUDIZIO lineare/duale della cultura patriarcale su noi stesse/i e le
altre/gli altri, per trasformarlo in COMPASSIONE circolare e radiante. In questo
contesto va compreso che ognuna/o di noi è tradita e traditrice, tradito e
traditore, vittima e carnefice. Il vittimismo e la legge della colpa meritano
una rilettura...
LA PAZZIA –
elogiare la diversità delle nostre essenze, individuando la saggezza intrinseca
alla pazzia, l’illimitata creatività della donna ‘spostata’, l’anarchia della
donna folle, generatrice di mondi, il potere inesorabile di colei che è
attraversata dalle forze elementari; onorare le migliaia di donne imprigionate
negli ultimi millenni per non essere state conformi alle leggi limitanti delle
loro epoche: questo ci permette di riappropriarci della forza indomabile del
nostro intuito, della nostra disobbedienza, e della nostra capacità di SAPERE
OLTRE LE LEGGI DELLA MATERIA E DEL TEMPO.
La Hag/Hexe – termine tedesco per strega - colei che cammina sul confine, che sa delle leggi ma non ne è limitata, che gioca con gli elementi e emette scrosci di risate che diventano stelle, vulcani, terremoti, miracoli ammirati e venerati, che esegue meraviglie e avvolge l’umanità con la sua perspicacia e la sua compassione, nata dalla complessa comprensione dei cicli sacri della vita.
Le alleate, gli alleati ci
possono aiutare considerevolmente se stiamo in preda al panico più profondo o a
delle paure indefinibili. Ci possiamo rivolgere a loro, scoprire la loro grande
e gentile inclinazione verso di noi in un percorso a tratti cieco e stordito,
possiamo abbandonarci alla loro guida e comprendere che la paura è il prezzo di
tributo da offrire sulla soglia, quando si va verso il ricongiungerci con
l’essenza pura.
Quando ci si assume la responsabilità della propria vita e del suo sviluppo, diventa difficile dare LA COLPA a qualcun altro; non è più possibile ACCUSARE / SCUSARE, escludendo la propria responsabilità. A partire da uno stato emozionale e spirituale di responsabilità, andiamo ad agire nella grande zuppa dell’epoca in cui ci siamo incarnate/i. Questo è un comportamento politico efficace che partecipa alla definizione del campo morfogenetico.
Stare appoggiata/o al grande
tronco di una quercia, abbandonarsi al fluire di un fiume, assaggiare la
maestosità di un paesaggio: può essere un’esperienza sensuale sconvolgente, come
qualcosa di proibito (e infatti lo è), perché forse conosciamo la sensualità
soltanto dal contatto con un altro essere umano. Invece è un campo di cui
riappropriarci con urgenza, al di là dei tabù, non soltanto per liberare le
nostre forze magiche che ci permetteranno di agire in modi molto efficaci e
divertenti, ma altresì per liberare i contatti magici con altre persone dal peso
delle implicazioni emozionali.
IGIENE EMOTIVA è una pratica meravigliosa che richiede di ricondurre
ogni e-mozione /movimento emotivo alla sua origine, e che regala serenità e
trasparenza verso noi stesse/i e le altre/gli altri. Permette quindi di creare
un’atmosfera limpida fra le persone, con cui si può arrivare subito
all’essenziale, che si tratti di impegni, lavoro, divertimento o abbandono al
flusso delle cose.
Spesso non distinguiamo bene a chi spetta cosa, nella cornice delle tante pressioni che ci circondano nel quotidiano e con le tante tensioni che portiamo e riferiamo; spesso non ci è chiaro dove e quando si è generato il nostro cattivo umore. Altre volte proiettiamo all’esterno stati d’animo non consoni alla situazione presente. E’ un grande sollievo potersi muovere in ‘aria pulita’, e sviluppare uno strumento che permetta di osservare le proprie emozioni e collocarle al loro giusto posto. Ciò non esclude l’espressione delle proprie pulsioni emotive, ma ci salvaguarda dalla visione egomaniacale delle realtà autocostruite.
DIVERTIMENTO E FACILITA’
diventano metro affidabile per ogni agire, la verifica se un gesto è collocato
nel contatto e se c’è risonanza e approvazione da parte delle energie con cui
siamo collegate/i. La vita con le sue manifestazioni è molto incline verso di
noi e facilita con il suo sostegno ogni passo che facciamo in sintonia. Siamo
noi che possiamo decidere di congedarci dalla drammaticità e dedicarci al
vortice eccitante di questa vita.
Coltivare la serenità, indipendentemente dalle condizioni e costrizioni personali e quotidiane, è un grande atto politico. Verificare la presenza di gioia e divertimento, e portare a termine le conseguenze di tale verifica, ci porta lontano dalla lotta e dalla sofferenza e quindi al di fuori dei concetti di sottomissione alle condizioni attuali.
DAGLI
ELEMENTI MI NUTRO, CANTO CON-CERTANDO, TESSO CON I FILI COLORATI DEI TANTI
MONDI. CON LA MIA DANZA RAPPRESENTO CHI DESIDERA MANIFESTARSI, PARTORISCO CON LE
RISA DELLA LIBERTA’ KARMICA, GUARISCO CON L’AMORE RISCOPERTO NEL REAME AL DI LÀ
DELLA TEMPORANEITA’ CORPORA. A VOI, ESSERI ELEMENTARI, LEGGI OLTRE I LIMITI DI
TEMPO E MATERIA, È RIVOLTA LA MIA DEDIZIONE E LA MIA TENEREZZA.
IL POTERE POLITICO DELL’AGIRE SCIAMANICO
E DELLA SPIRITUALITÀ FEMMINILE
alias
'MANUALE DELLA GUERRIERA SCIAMANA'
“Dove si osa un confronto, le parti coinvolte possono soltanto vincere.”
Ute Schiran
“La nostra spiritualità può essere una fonte di forza e ispirazione per il nostro attivismo, e la nostra militanza per la giustizia e l’equilibrio può essere un potente viaggio spirituale”
Starhawk
"La magia è valida quando la si può vivere tagliuzzando le cipolle..."
Ute Schiran
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