Accordo su delle metodologie base per
la convivenza matriarcale
lavori in
corso - da correggere e contribuire!
- Sono consapevole che la creazione di
un concetto diverso di vita richieda la mia disponibilità di mettere in
dubbio impostazioni e schemi di esperienza consolidatisi nel mio percorso
individuale, sociale e storico. Concedo a me e alle mie conviventi l’impoteramento
di esserci sfida a vicenda e altrettanto accompagnatrici nel ritrovare un
modello sociale e spirituale dignitoso per me stessa e tutti gli esseri di
questo mondo.
- Sono consapevole del potere e della
magia delle parole pronunciate e pensate e quindi disposta ad adoperare nel
mio linguaggio e nel modo di esprimermi e comunicare i principi della
comunicazione non-violenta (come ideato da M.Rosenberg): parlare di se
stessa invece dell’altra persona, comunicare i propri bisogni, usare una
terminologia e espressione senza offesa e violenza, non interrompere
discorsi, rinunciare ad interpretazioni e giudizi, precisare invece di usare
terminologie eventualmente riempite con significativi differenti per ogni
persona.
- Sono d’accordo di sviluppare un
processo decisionale basato sul consenso, non togliendo però la possibilità
di disaccordo sui modi di vita, pensieri, interessi ecc., sottolineando in
questo modo la ricchezza della diversità.
- Vorrei sviluppare insieme alle altre
un’economia basata sulla condivisione dei beni invece che sul loro accumulo.
In questo contesto sono disposta a rivedere le mie impostazioni basate sulla
scarsità e sulla paura, e di farne una discussione condivisa se lo ritengo
utile.
- Sono disposta ad accogliere il
conflitto come un’occasione di crescita, e riconosco il mio potere e la mia
responsabilità nel creare indipendentemente la mia realtà. Sono d’accordo
su approcci non isolanti nella gestione di conflitti, e cercherò di
esprimere le mie difficoltà o direttamente o mediante un’ambasciatrice
scelta per questa occasione. Sono consapevole della preziosità che consiste
nella condivisione del mio cammino.
- Riconosco la diversità e la preziosità
di ogni essere, tentando di accoglierle senza interpretazione e giudizio.
Cerco di non adoperare metriche orientati a prestazioni riconosciuti, e
invece apprezzare l’apporto differente e mutevole che ogni persona è in
grado di dare, su livello economico, riguardo l’apporto di lavoro, le
capacità di socializzazione e quant’altro.
- Riconosco che ‘il privato è politico’,
e che la mia vita è intessuta in un contesto storico-sociale-spirituale
condiviso su un livello di memoria delle cellule. Sono inoltre consapevole
che nel profondo sappiamo tutto l’una dell’altra, e che posso esporre
liberamente tutto quello che sono e che non sono. In questo contesto mi
interessa anche ri-esaminare le impostazioni consuete della ‘relazione di
amore’ per creare dei collegamenti realmente liberi fra persone, che
rispecchino dignità, riconoscenza e ricchezza per ogni manifestazione
singolare esistente senza necessariamente dover essere legate ai bisogni.
- Concordo che il fulcro di una comunità
funzionante è l’assumersi la responsabilità come rappresentanti della vita,
e che il livello umano è soltanto una delle espressioni possibili in questo
contesto. Sono disposta a sviluppare in modo non dogmatico il mio
radicamento nel mondo spirituale e a coltivare, a volte da sola a volte con
le altre, uno stato d’essere in servizio a delle realtà più ampie,
rispondendo, nella cornice delle mie possibilità, ad ogni richiesta di
sostegno che mi arriva.
- Sono consapevole del mio potere come
consumatrice rispetto allo stato globale e locale di questa terra, e cerco
di adattare il mio comportamento consumistico alle esigenze ed urgenze
attuali della natura.
- Riconosco l’importanza della creazione
di uno spazio protetto esclusivamente femminile, sia per riappropriarci
della nostra cultura, sia per poter accogliere delle donne in difficoltà con
esperienze di violenza maschile. Ciò non esclude di accogliere
amichevolmente degli amici o parenti maschili per periodi limitati nonché
aiutanti e lavoratori, rimanendo attente al mantenimento di un clima
definito prevalentemente dalle donne e con la possibilità di ritorno
immediato alla cerchia originaria se considerato necessario e/o richiesto.

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