GUFA

Quanto aspettavi.

Intravista poche volte sole

distante dietro la mia schiena

quanto aspettavi ferma lì

nel regno senza tempo.

 

È da quando ti avvertii

che ho compreso

che non ero arrivata ancora.

Ero grata

e divenni paziente anch’io.

 

Ora invece ti espandi

nella mia schiena, nel mio essere

ora che il fuoco della carne ci ha fuse

una nell’altra

 

Gufa con le ali dispiegate

 

Riempi il mio tronco

con le tue piume morbide

con il tuo sguardo divertito

che mi fa assaggiare

le dimensioni di cui sai, dai cui vieni

dalle quali porti le tue conoscenze illimitate

offrendole con un lieve giro del collo: vuoi?

 

Nei tuoi artigli affilati

tieni un grande uovo nero

riluccicante come una pietra preziosa -

lo fai cadere!

pah! -  ecco il guscio spezzato

dalle parti frantumate, dall’interno color giallo

si sprigiona

l’essenza del nuovo stato d’essere.

 

Gufa con le ali dispiegate

 

 

 

 

 

 

Con il mio respiro la tiro su

lungo la spina dorsale

una piccola spirale di fumo e luce sembra

niente di che

 

E mentre il tuo dono si fonde nelle mie cellule

e viaggio verso la soglia di un sonno beato

tu pieghi le tue ali dispiegate intorno a me

in un abbraccio di piume morbide

bianco marrone chiaro

 

 

E non c’è dubbio che ti ritroverò

d’ora in poi

nel mio essere nella mia essenza

di cui dall’eterno sempre

sei stata parte

 

ora si viaggia insieme di nuovo

Gufa con le ali dispiegate.

maggio  2010

 

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