AMAZZONE

 canto

nei suoni del tamburo ti ho vista,

e fra le nebbie dei secoli,

negli occhi oscurati di mia nonna ti ho vista

e nella spavalderia delle donne del mio clan

 

nella sofferenza offuscata ti ho vista

e nell’ondeggiare dei sentieri

nella mia megalomania ti ho vista

e nelle brame del lontano

 

nei limiti delle nostre anime ti ho vista

e nelle falde dei sogni non confessati

nello scontro con realtà impostate ti ho vista

e nei potenti segreti del nostro sangue

 

amazzone, antenata amareggiata

         le guance nere, svuotate da ogni senso

amazzone, regina addolorata

         testimone della fine dei tempi

non vedevi, non guardavi

non vedevi, non guardavi

un velo nero tirasti sui tuoi occhi

davanti al tramonto dell’età dell’oro

 ripetuto 2 volte

 

 

 

Guardaci però, ti dissi, guardaci – qui! Ora!

 

con voce parlante su un solo tono alto, ripetuto 2 volte

instupidite  -- impoverite

senza storia e insegnamento

limitate -- imprigionate

sradicate senza la tua continuità

 parlato / esclamato

guardaci, volgiti a noi!

lanciaci il filo rosso che ci collegherà

oltre le atrocità

così ti dissi un po’ di tempo fa

qui in mezzo tanta musica, eventualmente va ripetuto l’intermezzo parlato

 

amazzone, antenata ritrovata

         di notte mi accorgo del tuo sguardo

amazzone regina reintronizzata

         i tuoi occhi neri dalle profondità dei tempi

su di me

mi guardi, mi osservi

mi guardi, mi osservi

paziente, sapiente

la nostra storia ancorata nei millenni

ultima riga ripetuto spesso, con improvvisazioni voce/musica, sbizzerirsi

 

parlato:

… e le sibille affilano la penna e preparano una nuova pagina

nei loro grandi libri

per iniziare, con sorriso sulle labbra, gli scritti dei millenni da venire….

 

 

 

 

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