AMAZZONE
nei suoni del tamburo ti
ho vista,
e fra le nebbie dei
secoli,
negli occhi oscurati di
mia nonna ti ho vista
e nella spavalderia
delle donne del mio clan
nella sofferenza
offuscata ti ho vista
e nell’ondeggiare dei
sentieri
nella mia megalomania ti
ho vista
e nelle brame del
lontano
nei limiti delle nostre
anime ti ho vista
e nelle falde dei sogni
non confessati
nello scontro con realtà
impostate ti ho vista
e nei potenti segreti
del nostro sangue
amazzone, antenata
amareggiata
le guance nere, svuotate da ogni senso
amazzone, regina
addolorata
testimone della fine dei tempi
non vedevi,
non guardavi
non vedevi,
non guardavi
un velo
nero tirasti sui tuoi occhi
davanti al
tramonto dell’età dell’oro
ripetuto 2 volte
Guardaci però, ti dissi,
guardaci – qui! Ora!
instupidite --
impoverite
senza storia e insegnamento
limitate -- imprigionate
sradicate senza la tua
continuità
guardaci, volgiti a noi!
lanciaci il filo rosso che
ci collegherà
oltre le atrocità
…così
ti dissi un po’ di tempo fa
amazzone, antenata
ritrovata
di notte mi accorgo del tuo sguardo
amazzone regina
reintronizzata
i tuoi occhi neri dalle profondità dei tempi
su di me
mi guardi, mi osservi
mi guardi, mi osservi
paziente, sapiente
la
nostra storia ancorata nei millenni
ultima riga ripetuto spesso, con improvvisazioni voce/musica, sbizzerirsi
parlato:
… e le sibille affilano la penna e preparano una nuova pagina
nei loro grandi libri
per iniziare, con sorriso
sulle labbra, gli scritti dei millenni da venire….